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26 Gennaio 2026Compleanno Francesco Lucianetti

C’è una ricorrenza che, per FLarte, non passa mai inosservata: il compleanno di Francesco Lucianetti.
Un’abitudine semplice, quasi naturale: ricordarlo nel giorno della sua nascita, come si fa con le persone che continuano a far parte della nostra quotidianità.
Quest’anno lo abbiamo fatto in un luogo particolarmente significativo, il Circolo Culturale Sardo Eleonora D’Arborea, amici storici di Francesco e spazio che aveva ospitato anche la sua ultima mostra “in presenza”. Un ritorno, quindi, carico di memoria e di senso.
L’omaggio per il Dante-dì 2025
L’occasione è stata il Dante-dì 2025, giornata dedicata a Dante Alighieri e alla sua opera. Il Circolo, nella persona della Presidente Maria Elena Tanda, ha proposto di esporre le opere del Maestro dedicate a Divina Commedia: un tema profondamente caro a Lucianetti, che per anni ne ha indagato i significati più nascosti, simbolici e universali.
Con il suo segno essenziale e la sua straordinaria capacità di sintesi, Francesco riusciva a rendere visibili concetti complessi, facendoli apparire semplici — senza che lo fossero mai davvero.
Le tavole sulla Sardegna e il ricordo degli amici
Accanto a queste opere sono state esposte anche le tavole di studio della graphic novel Sardegna. Una nuova genesi, interamente dedicate all’Isola e alla sua storia. Tavole nate per un fumetto mai concluso, ma che raccontano comunque un intenso percorso di ricerca storica e visiva, fatto di colori, suggestioni e identità sarde di rara bellezza.
La mostra ha avuto così due momenti inaugurali, diversi ma complementari.
Il primo dedicato a Dante, alla sua opera e alle citazioni sulla Sardegna e i suoi protagonisti, con la presentazione di Ornella Cazzador e gli interventi di Paola Salmaso Lucianetti e Alberto Danieli.
Il secondo, più intimo, pensato per ricordare Francesco Lucianetti, il suo lavoro e il legame profondo con la Sardegna, attraverso la magistrale presentazione dell’amico poeta Gianfranco Trabuio.
Un compleanno, sì. Ma soprattutto un modo per ribadire che l’arte, quando è autentica, non appartiene al passato: continua a parlare, a interrogare e a creare relazioni. Proprio come faceva Francesco.



