
Progetto “Sculture da toccare” al Museo MUTAT | FLarte
16 Giugno 2026
Dal 5 settembre al 4 ottobre 2026, gli spazi della Galleria Civica Cavour di Padova ospitano “Sul futuro del corpo”, la grande mostra collettiva curata da Barbara Codogno e organizzata insieme a Monica Andreosi e Bruna Laura Filippini.
Il progetto espositivo nasce dalla collaborazione tra il Comune di Padova – Assessorato alla Cultura e la partecipazione diretta della Fondazione Alberto Peruzzo e della Fondazione Coppola.
L’esposizione, definita dalla critica come una vera e propria «trincea visiva», si prefigura come un appuntamento di rilievo internazionale ed è ad ingresso libero!
La mostra: interrogare il corpo nell’era della smaterializzazione
In un tempo in cui il corpo è continuamente esposto, misurato, corretto, colonizzato e omologato, “Sul futuro del corpo” torna a interrogarlo nella sua dimensione più concreta e insieme più enigmatica: come luogo dell’identità e della memoria. Ogni giorno affidiamo l’immagine del nostro corpo ad algoritmi e dispositivi che lo registrano, lo interpretano, lo archiviano e lo rendono infinitamente riproducibile. Mai come oggi il corpo è stato così visibile e, paradossalmente, così distante dall’esperienza vissuta. La rappresentazione tende a sostituire la presenza, mentre l’immagine rischia di prevalere sull’esperienza.
È proprio dentro questa frattura che nasce il progetto curato da Barbara Codogno: una riflessione sul destino dell’umano nell’epoca della sua progressiva smaterializzazione. Lontana dalle retoriche della tecnologia e dalle narrazioni post-umane, la mostra assume il corpo come archivio vivente, spazio simbolico e politico, luogo in cui continuano a inscriversi memoria, desiderio, trasformazione e rapporti di potere. Attraverso la pittura e la scultura, i diciassette autori coinvolti mostrano come la figura sia tornata al centro della ricerca artistica non come semplice soggetto iconografico, ma come luogo critico attraverso cui leggere le trasformazioni culturali e sociali del presente.
Il corpo reale contro l’algoritmo: resistere all’«io-massa»
Nelle parole della curatrice, l’esposizione si radica in un’analisi socio-filosofica quanto mai urgente. Viviamo un momento storico in cui l’Intelligenza Artificiale e la tecnologia digitale promettono un’illusoria smaterializzazione e un’omologazione dei tratti.
Come scrive Barbara Codogno nel testo critico:
«L’io-massa non contempla diversità di corpi: ne ha solo uno. Non distinguiamo più nemmeno noi stessi dalla nostra immagine surrettizia, affidando il nostro volto a filtri magici che sconfiggono la nostra imperfetta unicità incollandoci sopra stereotipi estetici… Esiste ancora l’essere umano? Esiste il suo corpo, al di là dell’immagine?»
Il percorso teorico della mostra richiama capisaldi del pensiero contemporaneo (da Debord e Baudrillard fino alle analisi di Tiqqun) e dialoga idealmente con l’enciclica “Magnifica Humanitas” di Papa Leone XIV sulla custodia della persona umana nel tempo dell’IA. Di fronte al rischio di smarrire il contatto con il sacro e con la natura, la pittura e la scultura si affermano come veri strumenti di resistenza: la materia, il gesto, la lentezza dell’esecuzione e persino l’errore restituiscono all’umano la sua fragilità e impermanenza.
Un percorso espositivo tra geopolitica, materia, natura e mito
Le 55 opere in mostra dialogano attorno a quattro grandi direttrici concettuali
Potere e geopolitica: la pittura di Julio Larraz riflette su esilio e tensioni internazionali, mentre Markus Schinwald mostra le protesi e i dispositivi che disciplinano l’identità. Fabbio Copercini trasforma il corpo di Pasolini in meditazione sacra sul sacrificio, laddove Angelo Giordano rivendica il limite umano contro l’illusione dell’Homo Deus.
Materia e dissoluzione: Nicola Samorì scava la superficie pittorica con colature di gusto secentesco, affiancato dalle figure sospese di Radu Belcin e Flavia Pitiș. Alfio Giurato lavora sui doppi e sui riflessi, mentre Greta Bisandola osserva la carne come archivio genetico.
Anatomia e natura: Nunzio Paci attinge ai trattati scientifici fondendo anatomia e flora. Angelo Brugnera, Enrica Berselli e Chiara Calore danno vita a organismi porosi che riallacciano l’umano al suo ecosistema vivente.
Mito e trascendenza: Stefano Reolon reinterpreta il mito di Mercurio tra materia e spirito, Maurizio L’Altrella sovrappone registro umano e animale, Chandra Fanti dipinge figure incandescenti tra eros e sacro, mentre Luca Bidoli rilegge l’iconografia religiosa occidentale.
Gli artisti in mostra
Radu Belcin, Enrica Berselli, Luca Bidoli, Greta Bisandola, Angelo Brugnera, Chiara Calore, Fabbio Copercini, Chandra Fanti, Angelo Giordano, Alfio Giurato, Maurizio L’Altrella, Julio Larraz, Nunzio Paci, Flavia Pitiș, Stefano Reolon, Nicola Samorì, Markus Schinwald.
La curatrice: Barbara Codogno, la voce critica e l’amica di FLarte
Nata a Padova e laureata in Filosofia Estetica, Barbara Codogno è una figura di spicco nel panorama culturale: critica d’arte, curatrice, giornalista e autrice di romanzi e raccolte poetiche. La sua ricerca si distingue per una profonda sensibilità verso i grandi temi della contemporaneità, intrecciando filosofia, arte visiva e responsabilità sociale.
Presenza cara ed insostituibile per la famiglia di FLarte, Barbara ne è una preziosa amica e compagna di viaggio. Con generosità, passione e il suo inconfondibile acume critico, cura per FLarte le esposizioni dedicate ai grandi maestri del Novecento presenti durante le nostre mostre, costruendo percorsi espositivi capaci di mettere in dialogo le radici della grande storia dell’arte e le ricerche dei giovani artisti che si confrontano nei concorsi legati ai nostri eventi.
Come visitare la mostra
La mostra “Sul futuro del corpo” si terrà presso la Galleria Civica Cavour di Padova dal 5 settembre al 4 ottobre 2026, con vernissage aperto al pubblico venerdì 4 settembre alle ore 18:00. L’ingresso per l’intera durata dell’evento è gratuito.
L’esposizione si potrà visitare
– il giovedì pomeriggio dalle 15:30 alle 19:30,
– mentre dal venerdì alla domenica la galleria osserverà un doppio orario di apertura, la mattina dalle 10:00 alle 13:00 e il pomeriggio dalle 15:30 alle 19:30.
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