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L’ARTE CHE DIVENTA AUTENTICA SOLO QUANDO VIENE RUBATA
L’associazione FLarte sostiene con forza il progetto nato dalla collaborazione tra l’artista Sambuco (Bruno Sponchia) e Roberto Dominelli, direzione artistica della Galleria L2 Arte. Un’opera d’arte può diventare autentica solo nel momento in cui viene rubata: questa è la provocazione radicale alla base de “I Rubabili”. Un’azione artistica che riporta l’esperienza estetica nello spazio pubblico, trasformando la città nel luogo in cui l’opera prende realmente vita e si spoglia di ogni barriera istituzionale.
Nel segno della libertà: L’azione all’Università di Padova
Il progetto, nato dalla sinergia tra Sambuco e Roberto Dominelli, ha trovato a Padova la sua dimensione ideale. Il 7 aprile, un’opera è stata collocata all’interno della Biblioteca Liviano dell’Università di Padova, una scelta densa di significato simbolico. L’Ateneo patavino, guidato dal motto Universa Universis Patavina Libertas, è per eccellenza lo spazio della libertà universale. Collocare un “Rubabile” in un ambiente così quotidiano e democratico significa inserire l’opera in un contesto libero da ogni sovrastruttura, dove la bellezza può essere conquistata da chiunque, senza distinzioni di ceto o di cultura.
Un “Rubabile” trova il proprio compimento solo nell’istante dell’appropriazione. L’atto del “furto” diventa parte integrante del processo creativo e burocratico: chi trova l’opera può portarla con sé, ma l’autenticazione si completa solo attraverso un gesto simbolico e digitale. Documentare il ritrovamento e taggare l’artista sui social trasforma il web in un registro pubblico; solo allora l’opera viene ufficialmente riconosciuta e accompagnata dal relativo certificato di autenticità.
L’opera: Delitto d’orrore n. 3
All’interno di questo percorso di riappropriazione urbana, l’opera “Delitto d’orrore n. 3” si impone con una violenza estetica e concettuale rara. È lo stesso Sambuco a descrivere la genesi e il messaggio del lavoro:
«L’opera mette in scena un momento sospeso e profondamente ambiguo, in cui un gesto apparentemente affettivo rivela la propria natura brutale: una rosa offerta si accompagna, nella stessa mano, a un coltello nascosto. Le figure, ridotte a silhouette anonime, diventano archetipi di una dinamica relazionale in cui amore e aggressione coesistono e si confondono tragicamente. L’impianto visivo è costruito attraverso linee rosse che evocano al tempo stesso il sangue e uno schema analitico-investigativo, richiamando un’estetica forense che tenta di catalogare l’evento senza però riuscire a esaurirne il significato profondo. L’inserimento del cartello “PERICOLO DI MORTE” introduce un linguaggio esterno, razionale e normativo, che contrasta con l’ambiguità emotiva della I rubabili scena. L’opera riflette sulla sottile e spesso impercettibile transizione dall’intimità alla violenza, interrogando il momento esatto in cui un “ti amo” può trasformarsi, quasi senza soluzione di continuità, in una minaccia letale.»
FLarte: L’eredità di Francesco Lucianetti e il supporto al talento
Il sostegno di FLarte ai “Rubabili” non è un atto isolato, ma nasce dalla missione primaria dell’associazione: onorare la memoria di Francesco Lucianetti e sostenere la ricerca dei nuovi talenti del territorio. Francesco era un artista poliedrico e libero: architetto, grafico, autore di fumetti, scultore e creatore di vetrate e incisioni. Un uomo che ha fatto della multidisciplinarietà e dell’anticonformismo la sua bandiera, e che avrebbe amato profondamente la natura “illegale” e democratica di questo progetto.
Il legame tra FLarte e Sambuco è maturato nel tempo: vincitore del bando dedicato al Sommo Poeta nel 2022 con l’opera “Il Conte Ugolino”, Sambuco ha poi contribuito alla selezione di profili emergenti facendo parte della giuria de “Le Forme dell’Amore” nel 2025. Questo percorso di riconoscimento reciproco è il cuore della nostra attività.
La nostra missione: Un ponte tra generazioni
Il nostro intento principale rimane il supporto concreto ai giovani artisti, in particolare nella fascia compresa tra i 18 e i 30 anni. Questa visione prende vita attraverso rassegne tematiche di ampio respiro – come “Dante in Arte”, “Acque Venete” o “Le Forme dell’Amore” – dove istituiamo concorsi volti a premiare e sostenere tangibilmente il valore dei giovani vincitori.
La particolarità delle nostre mostre risiede nel dialogo costante: i talenti emergenti hanno l’opportunità unica di vedere le proprie opere esposte accanto a quelle dei maestri veneti del ‘900 e alla produzione storica di Francesco Lucianetti. Non vogliamo essere solo una vetrina, ma un punto di incontro vivo e un contatto duraturo tra gli artisti. Crediamo in uno spazio dove ci si possa ritrovare per discutere, chiacchierare e stimolarsi a vicenda a livello artistico; un luogo dove il confronto e il supporto reciproco permettano ai giovani di misurarsi con la storia dell’arte mentre costruiscono il proprio linguaggio contemporaneo. Sostenere Bruno Sponchia in questa azione a Padova significa, per noi, riaffermare che l’arte è una conquista che richiede tempo, coraggio e partecipazione.
I rubabili clicca qui!



