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	<title>Città Archivi - FLarte</title>
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	<description>L&#039;arte di Francesco Lucianetti</description>
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		<title>Max Pechstein in Mostra a Palazzo Zabarella</title>
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		<dc:creator><![CDATA[flarte]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2026 10:52:20 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-path-to-node="6"><img decoding="async" class="fslightboxs fslightbox-opacity-1" src="https://www.kollerauktionen.ch/CatCache/catcache.1/pictures/441086/441086_fl_1.jpg" /></p>
<p>Quando ci si avvicina all’arte del Primo Novecento, bisogna abbandonare le comode certezze della pittura d&#8217;accademia e prepararsi a un vero e proprio urto sensoriale. Non stiamo parlando di una semplice pennellata ben messa o di una composizione equilibrata da salotto, ma di una necessità interiore, di un’esplosione cromatica che travolge chi osserva e ne scuote le percezioni.</p>
<p data-path-to-node="7">È proprio questo il punto di partenza fondamentale per comprendere <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Max_Pechstein" target="_blank" rel="noopener"><b data-path-to-node="7" data-index-in-node="67">Max Pechstein (1881–1955)</b></a>, una delle figure più affascinanti, poliedriche e per certi versi decisive dell&#8217;intero movimento espressionista tedesco. Un’ampia e straordinaria esposizione offre l’opportunità rara di confrontarsi da vicino con l’ampiezza della sua visione artistica: un percorso espositivo imponente che raccoglie <b data-path-to-node="7" data-index-in-node="393">oltre 120 opere</b> tra dipinti vivaci, disegni, acquerelli, fotografie, schizzi e preziosi oggetti personali, capaci di raccontarne la vita e il viscerale processo creativo.</p>
<h3 data-path-to-node="9"><strong>Chi era Max Pechstein: Dalle avanguardie al pubblico</strong></h3>
<p data-path-to-node="10">Nato a Zwickau nel 1881, Pechstein si distingue fin dai suoi esordi nel panorama artistico europeo per una capacità del tutto particolare: tradurre le tensioni e le provocazioni delle avanguardie in un linguaggio visivo potente, vivo e accessibile, privo di certi intellettualismi sterili.</p>
<p data-path-to-node="11">Nel 1906 avviene l&#8217;incontro destinato a cambiare la storia dell&#8217;arte moderna: Pechstein entra a far parte del celebre gruppo<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Die_Brücke" target="_blank" rel="noopener"> <b data-path-to-node="11" data-index-in-node="125">Die Brücke</b></a> (&#8220;Il Ponte&#8221;), fondato a Dresda da giovani visionari come Ernst Ludwig Kirchner, Erich Heckel e Karl Schmidt-Rottluff. Mentre i suoi compagni cercavano la rottura con la tradizione attraverso una rabbia visiva talvolta distruttiva, Pechstein portava in dote una padronanza tecnica eccezionale e un&#8217;energia decorativa irrefrenabile. Fu proprio grazie al suo carisma e alla sua innata capacità comunicativa che il gruppo riuscì ad uscire dall&#8217;isolamento e a conquistare la scena artistica di Berlino.</p>
<p data-path-to-node="12">La sua ricerca non si è mai accontentata dei confini della Germania. Spinto dal sogno di un’armonia perduta tra uomo e natura e affascinato dai miti del primitivismo &#8211; sulla scia di Gauguin -, nel 1914 l&#8217;artista intraprese un celebre viaggio verso le isole Palau, nel Pacifico. Questa parentesi di luce, estate e colore puro rimase impressa per sempre nelle sue opere, anche quando lo scoppio della Prima Guerra Mondiale lo costrinse a rientrare precipitosamente in Europa.</p>
<h3 data-path-to-node="14"><strong>Il linguaggio visivo: Tra solidità formale e colore lirico</strong></h3>
<p data-path-to-node="15">Come sottolineato a più riprese dalla critica d&#8217;arte, ciò che rende unico il codice espressivo di Pechstein all&#8217;interno dell&#8217;Espressionismo è un delicato e sofisticato equilibrio. Se da un lato l&#8217;artista assorbe la lezione dei <i data-path-to-node="15" data-index-in-node="227">Fauves</i> francesi, lasciando esplodere la tavolozza in toni gioiosi, luminosi e raramente cupi, dall&#8217;altro non abbandona mai la struttura.</p>
<p data-path-to-node="16">A differenza di altri maestri del suo tempo che dissolvevano le immagini nell&#8217;impeto cromatico, in Pechstein la <b data-path-to-node="16" data-index-in-node="112">forma e la linea mantengono una centralità classica e monumentale</b>. C&#8217;è nelle sue opere un lirismo evocativo e un costante rispetto per la natura, intesa come uno spazio di riconciliazione e gioia di vivere.</p>
<p data-path-to-node="17">Questa dualità si riflette nella duplice anima della sua produzione: nei <b data-path-to-node="17" data-index-in-node="73">dipinti vivaci</b>, il colore smette di descrivere la realtà per farsi emozione e luce primaria; nelle <b data-path-to-node="17" data-index-in-node="172">potenti opere grafiche</b> &#8211; xilografie, incisioni e disegni a china -, il tratto nero si fa architettura severa, capace di scolpire il foglio con contorni netti e una forza visiva senza paragoni.</p>
<h3 data-path-to-node="19"><strong>Palazzo Zabarella e la Fondazione Bano</strong></h3>
<p data-path-to-node="20">Ospitare una retrospettiva di tale portata richiede una cornice d&#8217;eccezione. La mostra trova dimora a Padova tra le mura di <b data-path-to-node="20" data-index-in-node="124">Palazzo Zabarella</b>, una dimora storica le cui radici affondano nell&#8217;epoca romana e medioevale. Già residenza della potente famiglia Carraresi prima di passare agli Zabarella nel XIV secolo, il palazzo conserva ancora la sua caratteristica torre trecentesca e i preziosi affreschi ottocenteschi realizzati da maestri come Francesco Hayez e Giuseppe Borsato.</p>
<p data-path-to-node="21">Oggi Palazzo Zabarella è un centro culturale di rilievo internazionale grazie al lavoro della <a href="https://www.zabarella.it/fondazione-bano" target="_blank" rel="noopener"><b data-path-to-node="21" data-index-in-node="94">Fondazione Bano</b></a>, ente privato nato con l&#8217;obiettivo di tutelare, valorizzare e promuovere la grande arte dell&#8217;Ottocento e del Novecento. Attraverso un rigoroso lavoro scientifico e collaborazioni con i più prestigiosi musei del mondo, la Fondazione Bano ha trasformato il palazzo padovano in un punto di riferimento per le grandi mostre monografiche e tematiche.</p>
<h3 data-path-to-node="23"><strong>Informazioni utili per la visita</strong></h3>
<p data-path-to-node="24,0,0"><b data-path-to-node="24,0,0" data-index-in-node="0">Sede:</b> Palazzo Zabarella &#8211; Fondazione Bano, Via degli Zabarella 14, Padova</p>
<p data-path-to-node="24,1,0"><b data-path-to-node="24,1,0" data-index-in-node="0">Periodo della mostra:</b> Dal 24 ottobre 2026 al 14 marzo 2027</p>
<p data-path-to-node="24,2,0"><b data-path-to-node="24,2,0" data-index-in-node="0">Tutte le info:</b> <a class="ng-star-inserted" href="https://www.zabarella.it/" target="_blank" rel="noopener" data-hveid="0" data-ved="0CAAQ_4QMahgKEwjC7ajXltKWAxUAAAAAHQAAAAAQ4wI">www.zabarella.it</a></p>
<p data-path-to-node="24,3,0"><b data-path-to-node="24,3,0" data-index-in-node="0">Info biglietti:</b> <a class="ng-star-inserted" href="https://www.google.com/search?q=https://www.ticketlandia.com/m/palazzozabarella" target="_blank" rel="noopener" data-hveid="0" data-ved="0CAAQ_4QMahgKEwjC7ajXltKWAxUAAAAAHQAAAAAQ5AI">www.ticketlandia.com/m/palazzozabarella</a></p>
<p>Un appuntamento imperdibile per la scena culturale, condiviso e sostenuto dallo spirito dell&#8217;Associazione <a href="https://flarte.it/chi-siamo/" target="_blank" rel="noopener"><b data-path-to-node="25" data-index-in-node="106">FLarte</b></a>, da sempre impegnata nella promozione dell&#8217;arte e della memoria di Francesco Lucianetti.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Via Dante Art District: Metamorfosi un Oper Art Event</title>
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		<pubDate>Wed, 13 May 2026 13:09:43 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3808" style="width: 1034px" class="wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3808" class="size-large wp-image-3808" src="https://flarte.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_chiara_rigato-scaled-1-1024x684.jpg" alt="" width="1024" height="684" srcset="https://flarte.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_chiara_rigato-scaled-1-1024x684.jpg 1024w, https://flarte.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_chiara_rigato-scaled-1-300x200.jpg 300w, https://flarte.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_chiara_rigato-scaled-1-768x513.jpg 768w, https://flarte.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_chiara_rigato-scaled-1-1536x1025.jpg 1536w, https://flarte.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_chiara_rigato-scaled-1-2048x1367.jpg 2048w, https://flarte.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_chiara_rigato-scaled-1-112x75.jpg 112w, https://flarte.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_chiara_rigato-scaled-1-480x320.jpg 480w, https://flarte.it/wp-content/uploads/2026/05/foto_chiara_rigato-scaled-1-800x534.jpg 800w" sizes="(max-width:767px) 480px, (max-width:1024px) 100vw, 1024px" /><p id="caption-attachment-3808" class="wp-caption-text">Fondazione Alberto Peruzzo &#8211; Foto Chiara Rigato</p></div>
<p data-path-to-node="3">Via Dante Alighieri, storicamente nota come <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="44">&#8220;Strà Maggiore&#8221;</b>, rappresenta da secoli il cuore pulsante di Padova, collegando l&#8217;antico quartiere del Carmine al centro cittadino. Questa arteria, che deve il suo nome attuale alla tradizione che vede Dante Alighieri ospite in città all&#8217;inizio del XIV secolo, ricalca l&#8217;antico <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="321">Cardo Maximus</b> di epoca romana, come testimoniano i resti archeologici visibili nei pressi del vicino Monte di Pietà. Oggi, la via sta vivendo una rinascita culturale senza precedenti, trasformandosi in un vero e proprio <b data-path-to-node="3" data-index-in-node="541">Art District</b> d&#8217;eccellenza.</p>
<h3 data-path-to-node="4"><strong>La rinascita di Sant’Agnese: la Fondazione Peruzzo</strong></h3>
<p data-path-to-node="5">La <a href="https://fondazionealbertoperuzzo.it" target="_blank" rel="noopener"><b data-path-to-node="5" data-index-in-node="3">Fondazione Alberto Peruzzo</b></a> agisce come il catalizzatore definitivo di questa metamorfosi urbana, avendo recuperato l’ex chiesa di Sant’Agnese (edificio del 1202) con un restauro filologico monumentale conclusosi nel 2023. Perciò la Fondazione non è un semplice spazio espositivo, ma un centro di ricerca e produzione culturale che interroga la sacralità dello spazio attraverso l&#8217;arte. Negli ultimi anni, la sede ha ospitato progetti di caratura museale come la mostra inaugurale <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="476">&#8220;Vedere l’Invisibile&#8221;</b>, che ha portato a Padova i capolavori assoluti di <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="548">Lucio Fontana</b> e gli <i data-path-to-node="5" data-index-in-node="568">Achromes</i> di <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="580">Piero Manzoni</b>, mettendo in crisi e in dialogo il concetto di spazio e materia con le mura medievali.</p>
<p>Recentemente, con la mostra <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="709">&#8220;Qui e Ora&#8221;</b>, la Fondazione ha esplorato la dimensione del presente e della percezione, consolidando un percorso che ha visto passare tra queste navate opere di giganti come <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="882">Jannis Kounellis</b>, con la sua forza poverista, e <b data-path-to-node="5" data-index-in-node="930">Michelangelo Pistoletto</b>. Inoltre l&#8217;istituzione opera su più livelli: dall’Ipogeo con i suoi affreschi trecenteschi di scuola giottesca e i resti della strada romana, fino alla Navata dedicata alle grandi installazioni site-specific, confermandosi come un polo capace di attrarre collezionismo internazionale e critica d&#8217;arte d&#8217;alto profilo.</p>
<hr data-path-to-node="6" />
<h3 data-path-to-node="7"><strong>Alberto Bortoluzzi e FLarte</strong></h3>
<p data-path-to-node="8">In questo contesto di dialogo tra passato e futuro, spicca la figura di <a href="https://www.instagram.com/albertobortoluzzi88/" target="_blank" rel="noopener"><b data-path-to-node="8" data-index-in-node="72">Alberto Bortoluzzi</b></a>. Erede di una delle dinastie di pittori più importanti del Veneto, Alberto è un &#8220;figlio d&#8217;arte&#8221; nel senso più alto del termine: pronipote di Millo Bortoluzzi Senior — maestro del paesaggio e protagonista di numerose Biennali di Venezia tra fine ‘800 e inizio ‘900 — e nipote di Millo Bortoluzzi Junior.</p>
<p data-path-to-node="9">Il legame con la tradizione paesaggistica veneta è emerso chiaramente nella nostra mostra <b data-path-to-node="9" data-index-in-node="83">&#8220;<a href="https://flarte.it/concluso-il-percorso-della-mostra-concorso-acque-venete/" target="_blank" rel="noopener">Acquee Venete</a>&#8220;</b>, dove l&#8217;opera di Alberto, <b data-path-to-node="9" data-index-in-node="125">&#8220;Azzurro in laguna&#8221;</b>, è stata esposta accanto a <b data-path-to-node="9" data-index-in-node="172">&#8220;Laguna a Grado&#8221;</b> del padre Millo. Alberto prosegue questa ricerca visiva interpretando la natura non come semplice descrizione, ma come <b data-path-to-node="9" data-index-in-node="308">&#8220;archeologia emotiva&#8221;</b>, dove il paesaggio diventa uno spazio della memoria e dell&#8217;astrazione. Durante l&#8217;evento del 23 maggio, il suo studio sarà uno dei luoghi chiave per comprendere questo passaggio di testimone artistico.</p>
<hr data-path-to-node="10" />
<h3 data-path-to-node="11"><strong>I Protagonisti del Collettivo Via Dante Art District</strong></h3>
<p data-path-to-node="12">Oltre alla <strong>Fondazione Alberto Peruzzo</strong> e ad <strong>Alberto Bortoluzzi</strong>, il <strong><em>Via Dante Art District</em></strong> prende vita grazie ad altre realtà che hanno saputo fare rete creando un ecosistema creativo unico. Ecco le voci che compongono questa sinfonia urbana:</p>
<p data-path-to-node="13,0,0"><b data-path-to-node="13,0,0" data-index-in-node="0">&#8211; <a href="https://blacklightgallery.net" target="_blank" rel="noopener">Black Light Gallery</a></b>: Situata ai civici 87 e 89, questa galleria è molto più di uno spazio espositivo; è un laboratorio d&#8217;immagine che si concentra sulla fotografia d&#8217;autore e sulla ricerca visiva. Si distingue per la capacità di mescolare grandi maestri internazionali con talenti emergenti, organizzando eventi interdisciplinari che spaziano dalle presentazioni editoriali alle performance dal vivo. Durante l&#8217;Open Art Event, diventerà il centro della sperimentazione scultorea e fotografica.</p>
<p>&#8211; <a href="https://fondazionealbertoperuzzo.it/dante61/" target="_blank" rel="noopener"><b data-path-to-node="13,1,0" data-index-in-node="0">Dante 61 Bookshop</b></a>: Spazio intrinsecamente legato alla Fondazione Alberto Peruzzo, funge da suo bookshop ufficiale e punto di riferimento editoriale. Specializzato in editoria d&#8217;arte, cataloghi ricercati e graphic novel, il Dante 61 esplora i confini tra libro e opera d&#8217;arte. Per questa occasione, sarà arricchito da una selezione di vinili rari che sottolinea l&#8217;approccio interdisciplinare del collettivo, unendo narrazione visiva e ascolto musicale.</p>
<p>&#8211; <a href="https://www.instagram.com/ettoregrecoscultore/" target="_blank" rel="noopener"><b data-path-to-node="13,2,0" data-index-in-node="0">Ettore Greco (Scultore)</b></a>: Docente all&#8217;Accademia di Belle Arti di Venezia, è una delle figure più autorevoli della scultura figurativa contemporanea. Il suo lavoro si interroga sulla condizione umana attraverso la manipolazione di bronzo, gesso e terracotta, ispirandosi ai maestri del passato come Rodin. Le sue figure, spesso tormentate e cariche di una tensione psicologica vibrante, rappresentano una ricerca incessante sulla plasticità del corpo e sulla sua capacità di esprimere l&#8217;anima.</p>
<p>&#8211; <a href="https://www.mecscultore.com" target="_blank" rel="noopener"><b data-path-to-node="13,3,0" data-index-in-node="0">Mec Scultore</b></a>: Con il suo studio al civico 95, Mec fonde la solidità della tradizione con un design essenziale. Le sue opere sono caratterizzate da una forte presenza scenica, dove la manipolazione delle forme invita lo spettatore a un contatto quasi tattile. La sua presenza contribuisce a rendere Via Dante un punto di riferimento per chiunque voglia approfondire le declinazioni più attuali della scultura monumentale e d&#8217;arredo.</p>
<p data-path-to-node="13,4,0"><a href="https://www.instagram.com/finallyfriday_studio/" target="_blank" rel="noopener"><b data-path-to-node="13,4,0" data-index-in-node="0">&#8211; Finally Friday Studio</b></a>: Al civico 82-84, questo studio rappresenta l&#8217;anima flessibile e sperimentale del distretto. È un luogo aperto alla condivisione dove si intrecciano design, grafica e ceramica d&#8217;autore. Organizza regolarmente workshop che permettono al pubblico di &#8220;sporcarsi le mani&#8221;, favorendo un approccio democratico all&#8217;arte che invita alla creazione diretta e collettiva.</p>
<p>&#8211; <a href="https://www.instagram.com/oficinad_arte/" target="_blank" rel="noopener"><b data-path-to-node="13,5,0" data-index-in-node="0">Oficinad’arte di Fernando Betto</b></a>: Il maestro orafo Fernando Betto porta l&#8217;arte nel quotidiano attraverso la creazione di <b data-path-to-node="13,5,0" data-index-in-node="120">&#8220;sculture da indossare&#8221;</b>. Al numero 56, la gioielleria abbandona il concetto tradizionale di ornamento per diventare espressione artistica pura. Ogni pezzo è forgiato con una padronanza delle leghe e dei metalli preziosi che riflette una ricerca costante sulla forma e sul simbolo.</p>
<p>&#8211; <a href="https://www.instagram.com/stefano_sandonnini/" target="_blank" rel="noopener"><b data-path-to-node="13,6,0" data-index-in-node="0">Studio Stefano Sandonnini</b></a>: Fotografo e artista visivo, Sandonnini esplora le potenzialità dell&#8217;immagine attraverso tecniche miste con influenze Pop Art. Il suo stile si distingue per la pulizia formale e la capacità di trasformare dettagli della realtà in icone visive. Nel suo studio, la fotografia dialoga con l&#8217;intervento pittorico e digitale, creando sintesi perfette del dinamismo visivo che anima il distretto.</p>
<hr data-path-to-node="14" />
<h3 data-path-to-node="15"><strong>Metamorfosi: l’Open Art Event del 23 Maggio 2026</strong></h3>
<p data-path-to-node="16"><a href="https://www.viadanteartdistrict.it" target="_blank" rel="noopener"><em><strong>Via Dante Art District</strong> </em></a>celebrerà la propria identità sabato <b data-path-to-node="16" data-index-in-node="56">23 maggio</b> con il programma <b data-path-to-node="16" data-index-in-node="83">&#8220;Metamorfosi&#8221;</b>. Gli studi e le gallerie apriranno eccezionalmente le loro porte dalle <b data-path-to-node="16" data-index-in-node="168">9.30 alle 22.00</b>, offrendo ai visitatori l&#8217;opportunità unica di dialogare direttamente con gli artisti. Via Dante Alighieri si confermerà, per un&#8217;intera giornata, come il centro geografico ed emotivo della cultura padovana.</p>
<hr />
<h4 data-path-to-node="17"><strong>Il programma della giornata:</strong></h4>
<p data-path-to-node="18,0,0"><b data-path-to-node="18,0,0" data-index-in-node="0">10.00</b> – Sessione di <strong>ART-Yoga</strong> con <strong>Anna del Biondi</strong>: Lezione gratuita su prenotazione presso <strong>Black Light Gallery</strong>.</p>
<p data-path-to-node="18,1,0"><b data-path-to-node="18,1,0" data-index-in-node="0">11.30</b> – La <strong>Voce del Pianoforte</strong>: Performance musicale dal vivo dell’<strong>Istituto Malipiero</strong> lungo la via.</p>
<p data-path-to-node="18,2,0"><b data-path-to-node="18,2,0" data-index-in-node="0">12.15</b> – <strong>Francesco Brigida</strong> con <strong>Diego dalla Palma</strong>: Presentazione esposizione fotografica presso <strong>Black Light Gallery</strong>.</p>
<p data-path-to-node="18,3,0"><b data-path-to-node="18,3,0" data-index-in-node="0">16.00</b> – <strong>TOYS di Anna Piratti</strong>: Performance artistica contemporanea alla T<strong>orre di Palazzo Dotto da Rio</strong>.</p>
<p data-path-to-node="18,4,0"><b data-path-to-node="18,4,0" data-index-in-node="0">17.00</b> – <strong>L’Arco e le sue Corde</strong>: Performance musicale dal vivo nel cortile interno di Via Dante 97.</p>
<p data-path-to-node="18,5,0"><b data-path-to-node="18,5,0" data-index-in-node="0">18.00</b> – <strong>Ettore Greco e Giulio Tesorati</strong>: Live performance di scultura contemporanea alla <strong>Black Light Gallery</strong>.</p>
<p data-path-to-node="18,6,0"><b data-path-to-node="18,6,0" data-index-in-node="0">19.00</b> – Ascolti in vinile:<strong> DJ set presso Dante61 Bookshop</strong>.</p>
<p data-path-to-node="18,7,0"><b data-path-to-node="18,7,0" data-index-in-node="0">20.00</b> – Il giradischi non si ferma: <strong>DJ set presso Osteria Leone Rosso</strong>.</p>
<hr />
<h4 data-path-to-node="19"><strong>Esposizioni e installazioni:</strong></h4>
<p><b data-path-to-node="8,0,0" data-index-in-node="0">LOOP</b>: Proiezioni di video arte presso la <b data-path-to-node="8,0,0" data-index-in-node="41">Fondazione Alberto Peruzzo</b>, Via Dante 63.</p>
<p data-path-to-node="20,0,0"><b data-path-to-node="20,0,0" data-index-in-node="0">Warhol on vinyl</b>: Vinili disegnati da Andy Warhol presso <strong>Dante61 Bookshop</strong>.</p>
<p data-path-to-node="20,1,0"><b data-path-to-node="20,1,0" data-index-in-node="0">Francesco Brigida</b>: Esposizione fotografica alla<strong> Black Light Gallery</strong>.</p>
<p data-path-to-node="20,2,0"><b data-path-to-node="20,2,0" data-index-in-node="0">Valter Adam Casotto</b>: Installazione artistica in Via Dante 97.</p>
<p data-path-to-node="20,3,0"><b data-path-to-node="20,3,0" data-index-in-node="0">Riflessi (Porsche Italia)</b>: Installazione nel cortile interno di Via Dante 97.</p>
<p data-path-to-node="20,4,0"><b data-path-to-node="20,4,0" data-index-in-node="0">Hotel California di Elisa Gambalonga</b>: Fotografia open air lungo Via Dante.</p>
<p data-path-to-node="20,5,0"><b data-path-to-node="20,5,0" data-index-in-node="0">Surlalune di Debora Tollin</b>: Porcellane d’autrice presso <strong>Atelier Maretti</strong>.</p>
<p data-path-to-node="20,6,0"><b data-path-to-node="20,6,0" data-index-in-node="0">Metamorfosi di Finally Friday Studio</b>: Installazione in gesso in Via Dante 84.</p>
<p data-path-to-node="20,7,0"><b data-path-to-node="20,7,0" data-index-in-node="0">L’America non esiste di Massimo Sormonta</b>: Fotografia all’<strong>Osteria Leone Rosso</strong>.</p>
<p data-path-to-node="20,8,0"><b data-path-to-node="20,8,0" data-index-in-node="0">Noise Ensemble di Tania &amp; Lazlo</b>: Installazione alla <strong>Black Light Gallery</strong>.</p>
<p data-path-to-node="20,9,0"><b data-path-to-node="20,9,0" data-index-in-node="0">Illustr-azioni</b>: Illustrazioni digitali presso <strong>L’arte di Abitare</strong>.</p>
<p data-path-to-node="20,10,0"><b data-path-to-node="20,10,0" data-index-in-node="0">Dipinti</b>: Quadri d’autore presso <strong>Metal life</strong>.</p>
<hr />
<h4 data-path-to-node="21"><strong>Studi d’Artista (Aperti dalle 11.00 alle 18.00):</strong></h4>
<p data-path-to-node="22,0,0"><b data-path-to-node="22,0,0" data-index-in-node="0">Alberto Bortoluzzi</b> (Pittore): Via San Pietro 5.</p>
<p data-path-to-node="22,1,0"><b data-path-to-node="22,1,0" data-index-in-node="0">Ettore Greco</b> (Scultore): Via San Pietro 17.</p>
<p data-path-to-node="22,2,0"><b data-path-to-node="22,2,0" data-index-in-node="0">Mec</b> (Scultore): Via Dante Alighieri 95.</p>
<p data-path-to-node="22,3,0"><b data-path-to-node="22,3,0" data-index-in-node="0">Oficinad’arte di Fernando Betto</b> (Maestro orafo): Via Dante 56.</p>
<p data-path-to-node="22,4,0"><b data-path-to-node="22,4,0" data-index-in-node="0">Studio Stefano Sandonnini</b> (Artista visivo): Via San Pietro 3.</p>
<h5 data-path-to-node="24">Questa iniziativa rappresenta perfettamente la visione di <b data-path-to-node="24" data-index-in-node="58">FLarte</b>: unire il passato al presente per illuminare il futuro dell&#8217;arte, valorizzando le radici culturali del territorio attraverso il confronto intergenerazionale e l&#8217;apertura alla contemporaneità.</h5>
<p>L'articolo <a href="https://flarte.it/via-dante-art-district/">Via Dante Art District: Metamorfosi un Oper Art Event</a> proviene da <a href="https://flarte.it">FLarte</a>.</p>
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		<title>SAMBUCO PORTA A PADOVA “I RUBABILI”</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 10:53:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’ARTE CHE DIVENTA AUTENTICA SOLO QUANDO VIENE RUBATA L’associazione FLarte sostiene con forza il progetto nato dalla collaborazione tra l’artista Sambuco (Bruno Sponchia) e Roberto Dominelli,<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 data-path-to-node="4"><strong><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-3577" src="https://flarte.it/wp-content/uploads/2026/04/PHOTO-2026-03-27-17-00-20-1024x768.jpg" alt="" width="1024" height="768" srcset="https://flarte.it/wp-content/uploads/2026/04/PHOTO-2026-03-27-17-00-20-1024x768.jpg 1024w, https://flarte.it/wp-content/uploads/2026/04/PHOTO-2026-03-27-17-00-20-300x225.jpg 300w, https://flarte.it/wp-content/uploads/2026/04/PHOTO-2026-03-27-17-00-20-768x576.jpg 768w, https://flarte.it/wp-content/uploads/2026/04/PHOTO-2026-03-27-17-00-20-1536x1152.jpg 1536w, https://flarte.it/wp-content/uploads/2026/04/PHOTO-2026-03-27-17-00-20-2048x1536.jpg 2048w, https://flarte.it/wp-content/uploads/2026/04/PHOTO-2026-03-27-17-00-20-100x75.jpg 100w, https://flarte.it/wp-content/uploads/2026/04/PHOTO-2026-03-27-17-00-20-960x720.jpg 960w, https://flarte.it/wp-content/uploads/2026/04/PHOTO-2026-03-27-17-00-20-480x360.jpg 480w, https://flarte.it/wp-content/uploads/2026/04/PHOTO-2026-03-27-17-00-20-800x600.jpg 800w" sizes="(max-width:767px) 480px, (max-width:1024px) 100vw, 1024px" />L’ARTE CHE DIVENTA AUTENTICA SOLO QUANDO VIENE RUBATA</strong></h2>
<p data-path-to-node="4">L’associazione <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="15">FLarte</b> sostiene con forza il progetto nato dalla collaborazione tra l’artista <a href="https://www.instagram.com/sambuco_art/" target="_blank" rel="noopener"><b data-path-to-node="4" data-index-in-node="93">Sambuco (Bruno Sponchia)</b></a> e <a href="https://www.instagram.com/robertodominelli/" target="_blank" rel="noopener"><b data-path-to-node="4" data-index-in-node="120">Roberto Dominelli</b></a>, direzione artistica della <a href="https://l2arte.it" target="_blank" rel="noopener"><strong>Galleria L2 Arte</strong></a>. Un’opera d’arte può diventare autentica solo nel momento in cui viene rubata: questa è la provocazione radicale alla base de <b data-path-to-node="4" data-index-in-node="308">“I Rubabili”</b>. Un’azione artistica che riporta l’esperienza estetica nello spazio pubblico, trasformando la città nel luogo in cui l’opera prende realmente vita e si spoglia di ogni barriera istituzionale.</p>
<h3 data-path-to-node="5"><strong>Nel segno della libertà: L’azione all’Università di Padova</strong></h3>
<p data-path-to-node="6">Il progetto, nato dalla sinergia tra Sambuco e Roberto Dominelli, ha trovato a Padova la sua dimensione ideale. Il <b data-path-to-node="6" data-index-in-node="115">7 aprile</b>, un’opera è stata collocata all’interno della<a href="https://biblio.unipd.it/biblioteche/liviano" target="_blank" rel="noopener"><strong> Biblioteca Liviano dell’Università di Padova</strong></a>, una scelta densa di significato simbolico. L&#8217;Ateneo patavino, guidato dal motto <i data-path-to-node="6" data-index-in-node="271">Universa Universis Patavina Libertas</i>, è per eccellenza lo spazio della libertà universale. Collocare un “Rubabile” in un ambiente così quotidiano e democratico significa inserire l’opera in un contesto libero da ogni sovrastruttura, dove la bellezza può essere conquistata da chiunque, senza distinzioni di ceto o di cultura.</p>
<p data-path-to-node="7">Un “Rubabile” trova il proprio compimento solo nell&#8217;istante dell&#8217;appropriazione. L’atto del “furto” diventa parte integrante del processo creativo e burocratico: chi trova l’opera può portarla con sé, ma l’autenticazione si completa solo attraverso un gesto simbolico e digitale. Documentare il ritrovamento e taggare l’artista sui social trasforma il web in un registro pubblico; solo allora l’opera viene ufficialmente riconosciuta e accompagnata dal relativo certificato di autenticità.</p>
<h3 data-path-to-node="8"><strong>L&#8217;opera: Delitto d’orrore n. 3</strong></h3>
<p data-path-to-node="9">All&#8217;interno di questo percorso di riappropriazione urbana, l&#8217;opera <b data-path-to-node="9" data-index-in-node="67">&#8220;Delitto d’orrore n. 3&#8221;</b> si impone con una violenza estetica e concettuale rara. È lo stesso Sambuco a descrivere la genesi e il messaggio del lavoro:</p>
<blockquote>
<p data-path-to-node="10,0">«<em>L&#8217;opera mette in scena un momento sospeso e profondamente ambiguo, in cui un gesto apparentemente affettivo rivela la propria natura brutale: una rosa offerta si accompagna, nella stessa mano, a un coltello nascosto. Le figure, ridotte a silhouette anonime, diventano archetipi di una dinamica relazionale in cui amore e aggressione coesistono e si confondono tragicamente. L’impianto visivo è costruito attraverso linee rosse che evocano al tempo stesso il sangue e uno schema analitico-investigativo, richiamando un’estetica forense che tenta di catalogare l’evento senza però riuscire a esaurirne il significato profondo. L’inserimento del cartello “PERICOLO DI MORTE” introduce un linguaggio esterno, razionale e normativo, che contrasta con l’ambiguità emotiva della <a href="https://flarte.it/wp-content/uploads/2026/04/copy_4EB9A829-F0CF-4563-9811-7B83CA01DAD4.mov">I rubabili </a>scena. L’opera riflette sulla sottile e spesso impercettibile transizione dall’intimità alla violenza, interrogando il momento esatto in cui un “ti amo” può trasformarsi, quasi senza soluzione di continuità, in una minaccia letale.</em>»</p>
</blockquote>
<h3 data-path-to-node="11"><strong>FLarte: L&#8217;eredità di Francesco Lucianetti e il supporto al talento</strong></h3>
<p data-path-to-node="12">Il sostegno di FLarte ai “Rubabili” non è un atto isolato, ma nasce dalla missione primaria dell&#8217;associazione: onorare la memoria di <a href="https://www.francescolucianetti.it/lartista.html" target="_blank" rel="noopener"><b data-path-to-node="12" data-index-in-node="133">Francesco Lucianetti</b></a> e sostenere la ricerca dei nuovi talenti del territorio. Francesco era un artista poliedrico e libero: architetto, grafico, autore di fumetti, scultore e creatore di vetrate e incisioni. Un uomo che ha fatto della multidisciplinarietà e dell&#8217;anticonformismo la sua bandiera, e che avrebbe amato profondamente la natura &#8220;illegale&#8221; e democratica di questo progetto.</p>
<p data-path-to-node="13">Il legame tra FLarte e Sambuco è maturato nel tempo: vincitore del bando dedicato al Sommo Poeta nel 2022 con l’opera <i data-path-to-node="13" data-index-in-node="118">“I<a href="https://flarte.it/apertura-della-mostra-e-premiazione-dei-vincitori-del-concorso/" target="_blank" rel="noopener"><strong>l Conte Ugolino</strong></a>”</i>, Sambuco ha poi contribuito alla selezione di profili emergenti facendo parte della giuria de <i data-path-to-node="13" data-index-in-node="231">“Le Forme dell’Amore”</i> nel 2025. Questo percorso di riconoscimento reciproco è il cuore della nostra attività.</p>
<h3 data-path-to-node="14"><strong>La nostra missione: Un ponte tra generazioni</strong></h3>
<p data-path-to-node="15">Il nostro intento principale rimane il supporto concreto ai <b data-path-to-node="15" data-index-in-node="60">giovani artisti</b>, in particolare nella fascia compresa tra i <b data-path-to-node="15" data-index-in-node="120">18 e i 30 anni</b>. Questa visione prende vita attraverso rassegne tematiche di ampio respiro – come <b data-path-to-node="15" data-index-in-node="217">“<a href="https://flarte.it/evento-speciale-dante-in-arte/" target="_blank" rel="noopener">Dante in Arte</a>”</b>, <b data-path-to-node="15" data-index-in-node="234">“<a href="https://flarte.it/inaugurazione-della-mostra-acque-venete-realta-sogno-ed-emozione-palazzo-maestri-selvazzano-dentro/" target="_blank" rel="noopener">Acque Venete</a>”</b> o <b data-path-to-node="15" data-index-in-node="251">“<a href="https://flarte.it/evento-le-forme-dell-amore/" target="_blank" rel="noopener">Le Forme dell’Amore</a>”</b> – dove istituiamo concorsi volti a premiare e sostenere tangibilmente il valore dei giovani vincitori.</p>
<p data-path-to-node="16">La particolarità delle nostre mostre risiede nel dialogo costante: i talenti emergenti hanno l&#8217;opportunità unica di vedere le proprie opere esposte accanto a quelle dei <b data-path-to-node="16" data-index-in-node="169">maestri veneti del &#8216;900</b> e alla produzione storica di <a href="https://flarte.it/francesco-lucianetti/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Francesco Lucianetti</strong></a>. Non vogliamo essere solo una vetrina, ma un punto di incontro vivo e un contatto duraturo tra gli artisti. Crediamo in uno spazio dove ci si possa ritrovare per discutere, chiacchierare e stimolarsi a vicenda a livello artistico; un luogo dove il confronto e il supporto reciproco permettano ai giovani di misurarsi con la storia dell&#8217;arte mentre costruiscono il proprio linguaggio contemporaneo. Sostenere Bruno Sponchia in questa azione a Padova significa, per noi, riaffermare che l&#8217;arte è una conquista che richiede tempo, coraggio e partecipazione.</p>
<p data-path-to-node="16"><a href="https://flarte.it/wp-content/uploads/2026/04/copy_4EB9A829-F0CF-4563-9811-7B83CA01DAD4.mov">I rubabili</a> clicca qui!</p>
<p>L'articolo <a href="https://flarte.it/sambuco-rubabili-flarte/">SAMBUCO PORTA A PADOVA “I RUBABILI”</a> proviene da <a href="https://flarte.it">FLarte</a>.</p>
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