
Beatrice
27 Giugno 2022
L’angelo traghettatore
29 Giugno 2022Il Gigante e la meretrice
400,00 €
Incisione
Acquaforte – acquatinta
Dimensioni 35×50 cm
Anno 1994
Tiratura 40 copie + 10 Prove d’Artista
Disponibili numero copie:
3 disponibili
Il Gigante e la meretrice
Realizzata su sollecitazione del critico d’arte Giorgio Segato, questa composizione del Maestro Francesco Lucianetti affronta una delle allegorie più complesse, emblematiche e severe dell’intero Universo Dantesco.
Ispirata dal Purgatorio canto XXXII
“… Sicura, quasi rocca in alto monte,
seder sovresso una puttana sciolta
m’apparve con le ciglia intorno pronte.
e come perché non li fosse tolta,
vidi di costa a lei dritto un gigante;
e baciavansi insieme alcuna volta…”
L’opera approfondisce la visione apocalittica proposta da Dante nel Paradiso Terrestre. La figura della meretrice rappresenta la Curia romana corrotta e degenerata, mentre il Gigante al suo fianco incarna la monarchia francese, in particolare Filippo IV il Bello.
Dante denunzia così la cupida alleanza tra la Chiesa deviatrice e il potere politico francese: un legame fatto di baci e complicità che sfocerà nel violento litigio tra i due quando la meretrice rivolgerà lo sguardo a Dante, provocando la gelosia del Gigante. Quest’ultimo, dopo averla frustata, trasfomerà il carro dantesco in un mostro e lo trascinerà via nella selva, allegoria dello spostamento della sede papale ad Avignone (1309). Lucianetti dà forma a questo fondamentale passaggio storico e spirituale della Divina Commedia con straordinaria potenza drammatica.
1 Presentazione per Il Gigante e la meretrice
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flarte –
Tutto iniziò così…
“Francesco Lucianetti ha colto l’invito del Circolo Polesano Amici dell’Arte per realizzare una prestigiosa acquaforte-acquatinta ispirata a due terzine del purgatorio della commedia dantesca.
Un tema evanescente, come va facendosi progressivamente tutta l’atmosfera del Purgatorio, dove le anime hanno perso il peso della loro corporeità e la loro leggerezza testimonia l’elezione morale a cui sono chiamate. Tale evanescenza, semplice nell’azione, una navicella, leggera da non toccare le acque anche se in tanti siedono al suo interno, i naviganti; un angelo a nocchiero, l’anti Caronte “nocchier della livida palude”. Estatico nel suo ruolo, si erige serenamente composto, guida delle anime alla salvazione…
… Felici e potenti le soluzioni grafiche, soprattutto in quello scafo che vuota carcassa “a terra” dalla parte del mortale osservatore,
e quel legno fattosi aereo, nella sua perdita di spessore e compattezza, che si libra col carico di anime spogliate di ogni arroganza
e superbia terrena.
L’angelo si staglia maestoso sopra la barca, quasi sentinella estranea di un carico formato da spiriti penitenti destinati però a godere, dopo la purificazione, della luce divina…
… Lucianetti è decisamente entrato con forza nel messaggio poetico e ideale dantesco cimentandosi in una prova non facile di resa grafico-pittorica (acquaforte-acquatinta) di una descrizione matericamente impalpabile e perciò tanto più insidiosa.
La sensibilità e la creatività di Lucianetti ne sono usciti in un esito di sicura freschezza compositiva, precorritore, ci auguriamo, di
nuove e appassionate realizzazioni.”
Rovigo 17/12/1994
Ilario Bellinazzi