
Caronte
26 Giugno 2022
Il Gigante e la meretrice
28 Giugno 2022Beatrice
400,00 €
Incisione
Acquaforte – acquatinta
Dimensioni 35×50 cm
Anno 1994
Tiratura 40 copie + 10 Prove d’Artista
Disponibili numero copie:
1 disponibili
Beatrice
Realizzata nel 1994 su sollecitazione del noto critico d’arte Giorgio Segato, questa composizione in acquaforte-acquatinta originale rappresenta una splendida testimonianza della ricerca grafica del Maestro Francesco Lucianetti sul mondo dantesco.
Ispirata dal Purgatorio canto XXX
“Guardaci ben! Ben son, ben son Beatrice.
Come degnasti d’accedere al monte?
non sapei tu che qui è l’uom felice?
…
Ella, pur ferma in su la detta coscia
del carro stando, a le sustanze pie
volse le sue parole così poscia.”
L’opera celebra il solenne momento dell’apparizione di Beatrice nel Paradiso Terrestre. Simbolo della Teologia, della Grazia e della verità rivelata, la figura femminile riappare a Dante eretta sul carro trionfale trainato dal Grifone – la creatura allegorica dalla doppia natura, umana e divina – pronta a guidare il poeta verso la salvezza eterna.
Il Canto XXX segna il punto di svolta di tutta la Divina Commedia: la ragione umana cede il passo alla fede e Beatrice rivolge a Dante un severo richiamo al pentimento prima di condurlo verso la luce del Paradiso. Lucianetti trasfigura la donna amata in una presenza regale e sfolgorante, trasmettendo la sacralità e l’impatto spirituale di questo celebre incontro.
1 Presentazione per Beatrice
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flarte –
Tutto iniziò così…
“Francesco Lucianetti ha colto l’invito del Circolo Polesano Amici dell’Arte per realizzare una prestigiosa acquaforte-acquatinta ispirata a due terzine del purgatorio della commedia dantesca.
Un tema evanescente, come va facendosi progressivamente tutta l’atmosfera del Purgatorio, dove le anime hanno perso il peso della loro corporeità e la loro leggerezza testimonia l’elezione morale a cui sono chiamate. Tale evanescenza, semplice nell’azione, una navicella, leggera da non toccare le acque anche se in tanti siedono al suo interno, i naviganti; un angelo a nocchiero, l’anti Caronte “nocchier della livida palude”. Estatico nel suo ruolo, si erige serenamente composto, guida delle anime alla salvazione…
… Felici e potenti le soluzioni grafiche, soprattutto in quello scafo che vuota carcassa “a terra” dalla parte del mortale osservatore,
e quel legno fattosi aereo, nella sua perdita di spessore e compattezza, che si libra col carico di anime spogliate di ogni arroganza
e superbia terrena.
L’angelo si staglia maestoso sopra la barca, quasi sentinella estranea di un carico formato da spiriti penitenti destinati però a godere, dopo la purificazione, della luce divina…
… Lucianetti è decisamente entrato con forza nel messaggio poetico e ideale dantesco cimentandosi in una prova non facile di resa grafico-pittorica (acquaforte-acquatinta) di una descrizione matericamente impalpabile e perciò tanto più insidiosa.
La sensibilità e la creatività di Lucianetti ne sono usciti in un esito di sicura freschezza compositiva, precorritore, ci auguriamo, di
nuove e appassionate realizzazioni.”
Rovigo 17/12/1994
Ilario Bellinazzi