
Sapìa
25 Giugno 2022
Beatrice
27 Giugno 2022Caronte
800,00 €
Incisione
Acquaforte – acquatinta
Dimensioni 35×50 cm
Anno 1995
Tiratura 40 copie + 15 Prove d’Artista
Disponibili numero copie:
Caronte
Realizzata su commissione della Società Dante Alighieri, questa creazione fa parte della celebre cartella “Interpretazioni Dantesche – 48 opere grafiche”. Il Maestro Francesco Lucianetti dà forma ai personaggi, ai miti e alle allegorie della Divina Commedia.
Ispirata dall’Inferno canto III
“Caron dimonio, con occhi di bragia,
loro accennando, tutte le raccoglie;
batte col remo qualunque s’adagia.
Come d’autunno si levan le foglie
l’una appresso de l’altra, fin che ’l ramo
vede a la terra tutte le sue spoglie,
similemente il mal seme d’Adamo
gittansi di quel lito ad una ad una,
per cenni come augel per suo richiamo.”
L’opera approfondisce la figura di Caronte, il traghettatore infernale derivato dalla mitologia classica che Dante trasforma in un demonio spaventoso e implacabile. Posto a guardia del fiume Acheronte, il traghettatore ha il compito di trasportare le anime dannate verso la loro punizione eterna, accogliendole con rabbia e percuotendo con il remo chiunque esiti a salire sulla barca.
Il Canto III dell’Inferno segna l’ingresso vero e proprio nel regno delle tenebre: le anime, spinte da una forza divina irresistibile, si affrettano a imbarcarsi abbandonando ogni speranza. Dante descrive la loro caduta sulla sponda con la celebre e poetica similitudine delle foglie d’autunno che cadono dai rami. Lucianetti restituisce la profonda drammaticità di questo rito di passaggio, celebrando uno dei momenti più iconici e suggestivi dell’intera opera dantesca.
1 Presentazione per Caronte
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flarte –
Il tempo “slittato”
“Lo stile di Francesco Lucianetti è caratterizzato da tre aspetti fondamentali: una grande capacità di araldica sintesi narrativa, una particolare aderenza illustrativa e un segno di matrice decorativa lungo, continuo, corsivo, di risonanza narrante per evocazioni dell’immaginazione, della memoria visiva, della ricomposizione fantastica.
Il suo “tempo” è come slittato “fuori storia”, in un futuro possibile, dal quale I’immaginario poetico tenta una ricongiunzione restitutiva del rapporto fra sogno e realtà, tra visionarietà e figure del reale…
…il grafismo di racconto prevale sui valori segnici e pittorici puri, come in un’ampia favola illustrata.”
Giorgio Segato