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Il progetto “Sculture da toccare” al Museo Polaris MUTAT: FLarte crea nuove opportunità per i giovani artisti con la curatela di Barbara Codogno
Il Museo tattile MUTAT di San Vito al Tagliamento ha ufficialmente avviato il progetto “Sculture da toccare: percorso culturale e tecnico con artisti emergenti per incrementare la collezione di opere scultoree originali”, risultato vincitore del bando di PromoTurismoFVG dedicato alla promozione del turismo inclusivo nell’ambito del programma regionale “Friuli Venezia Giulia una regione per tutti”. Questo percorso culturale e sociale vede al centro la collaborazione con Barbara Codogno, critica d’arte, curatrice, giornalista e scrittrice che accompagna stabilmente FLarte nella ricerca e nella promozione dei nuovi linguaggi dell’arte contemporanea.
La direzione artistica e l’intero impianto curatoriale son affidati a Barbara Codogno che, in sinergia con la direzione del Museo ed esperti del settore, ha strutturato un’iniziativa con una forte finalità sociale. L’obiettivo specifico è abbattere le barriere della fruizione tradizionale, creando un percorso artistico dedicato all’inclusione delle persone con disabilità visiva attraverso opere pensate per essere esplorate liberamente tramite il tatto e l’esperienza multisensoriale. L’intervento punta a garantire alle persone non vedenti e ipovedenti la possibilità di interagire in modo diretto, autonomo e profondo con i lavori esposti, scoprendo forme e volumi attraverso l’esplorazione fisica delle superfici.
Il contesto: la storia del MUTAT e l’impegno di Polaris
Per comprendere la rilevanza di questa operazione è necessario guardare alla storia del MUTAT. Inaugurato all’interno della seicentesca cornice di Palazzo Altan, nel cuore storico di San Vito al Tagliamento, il MUTAT è il primo museo tattile per tutti del Friuli Venezia Giulia. La sua nascita e la sua gestione si devono all’Associazione Polaris Amici del Libro Parlato OdV, una realtà che opera sul territorio per garantire l’accessibilità alla cultura e alla lettura. Con l’apertura del museo, Polaris ha scardinato il tradizionale concetto del “vietato toccare” per fare del corpo e del tatto i veri canali di conoscenza dell’arte.
Il percorso espositivo del MUTAT si articola storicamente in tre sezioni di visita in cui le opere vanno esplorate rigorosamente con le mani. La prima sezione comprende una raccolta di riproduzioni in bassorilievo di celebri opere pittoriche della storia dell’arte; la seconda è dedicata alla cartografia e ai modelli architettonici tridimensionali, mentre la terza ospita sculture e opere plastiche originali, nate per l’esplorazione tattile. È proprio in questa terza sezione, dedicata alla tridimensionalità contemporanea, che si inserisce l’intervento di FLarte.
I giovani artisti di FLarte e il dialogo con il maestro
In questo contesto di eccellenza, i nostri Matilde Bellusci e Riccardo Barichella di Padova porteranno la loro ricerca monumentale all’interno della collezione permanente del Museo. Dopo essersi distinti nel nostro concorso d’arte “Le forme dell’amore” – che ha visto Riccardo vincitore del primo premio con l’opera “Sicurezza di amare” e Matilde partecipare con “Ciatu miu (Fiato mio)” – i due giovani artisti realizzeranno opere originali utilizzando materiali contemporanei, lavorando meticolosamente sulla resa superficiale per renderla pienamente leggibile a livello tattile anche da chi non può contare sulla vista.
Il percorso si completerà attraverso il confronto con la consolidata esperienza di Giovanni Pinosio di Mestre, che si unisce alla terna dei profili selezionati. Pinosio, ampiamente noto per le sue creazioni in fil di ferro, porterà all’interno del MUTAT la sua personale riflessione sul vuoto e sulle intersezioni lineari. Le sue figure eteree, capaci di unire la solidità del racconto alla massima leggerezza del mezzo metallico utilizzato, permetteranno di esplorare il rapporto tra volume e leggerezza, offrendo una diversa chiave di lettura spaziale e lineare che dialogherà in modo ravvicinato con la matericità delle opere dei due giovani artisti sostenuti dalla nostra associazione.
FLarte come ponte verso le istituzioni
Il coinvolgimento diretto dei nostri ragazzi dimostra in modo tangibile come le iniziative promosse da FLarte, a partire dal concorso “Le forme dell’amore“, costituiscano un vero e proprio punto di partenza e mai di arrivo. La nostra associazione si propone intenzionalmente come un ponte operativo e culturale capace di generare opportunità concrete sul campo, attivando sinergie con enti regionali e istituzioni museali per offrire ai giovani artisti emergenti reali possibilità di crescita, visibilità e inserimento professionale all’interno di progetti pubblici e di forte rilevanza sociale.



