
Dante e Padova
24 Giugno 2022
Caronte
26 Giugno 2022Sapìa
400,00 €
Incisione
Acquaforte – acquatinta
Dimensioni 35×50 cm
Anno 1995
Tiratura 40 copie + 10 Prove d’Artista
Disponibili numero copie:
1 disponibili
Sapia
Realizzata su commissione della Società Dante Alighieri, questa creazione fa parte della celebre cartella “Interpretazioni Dantesche – 48 opere grafiche”, in cui il Maestro Francesco Lucianetti dà forma alle visioni e ai personaggi più intensi della Divina Commedia.
Ispirata dal Purgatorio canto XIII
“Rotti fuor quivi e vòlti ne li amari
passi di fuga; e veggendo la caccia,
letizia presi a tutte altre dispari,
tanto ch’io volsi in sù l’ardita faccia,
gridando a Dio: “Omai più non ti temo!”,
come fé ‘l merlo per poca bonaccia.”
L’opera approfondisce la figura di Sapia Salvani, nobildonna senese confinata nella seconda cornice del Purgatorio tra le anime degli invidiosi. Zia del condottiero Provenzano Salvani, Sapia fu dominata in vita da un’invidia così feroce da spingerla a gioire per la sconfitta dei suoi stessi concittadini ghibellini nella battaglia di Colle di Val d’Elsa (1269). Convinta che la rotta dei senesi fosse ormai la sua vittoria personale, giunse a sfidare Dio gridando di non temerlo più, proprio come il merlo che, al primo raggio di sole invernale, si illude che la brutta stagione sia finita.
Dante la colloca tra gli invidiosi che espiano la propria colpa con gli occhi cuciti dal filo di ferro: lei che in vita volle vedere solo la sventura altrui è ora costretta a una temporanea cecità per imparare la vera luce della carità. Lucianetti interpreta questa complessa vicenda umana e spirituale rendendo omaggio alla drammaticità del racconto dantesco.
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flarte –
Il tempo “slittato”
“Lo stile di Francesco Lucianetti è caratterizzato da tre aspetti fondamentali: una grande capacità di araldica sintesi narrativa, una particolare aderenza illustrativa e un segno di matrice decorativa lungo, continuo, corsivo, di risonanza narrante per evocazioni dell’immaginazione, della memoria visiva, della ricomposizione fantastica.
Il suo “tempo” è come slittato “fuori storia”, in un futuro possibile, dal quale I’immaginario poetico tenta una ricongiunzione restitutiva del rapporto fra sogno e realtà, tra visionarietà e figure del reale…
…il grafismo di racconto prevale sui valori segnici e pittorici puri, come in un’ampia favola illustrata.”
Giorgio Segato