
Catalogo Mostra “Dante in arte”
30 Giugno 2022
Villa Foscari Malcontenta
29 Settembre 2022Gabbiani in laguna
600,00 €
Olio su tela
Dimensioni 28×38 cm
1 disponibili
Gabbiani in volo: l’opera è un dipinto firmato dal pittore padovano Riccardo Galuppo (Padova, 1932 – 2014). Artista autodidatta dalla straordinaria forza di volontà, Galuppo sviluppa negli anni una cifra stilistica unica, caratterizzata da una spiccata matrice realistico-espressionista e da una profonda sensibilità per la materia e la luce.
In questo dipinto, il pittore mette in scena un soggetto di grande suggestione poetica: il volo dinamico ed elegante di due gabbiani ad ali spiegate. Introdotti nella produzione di Galuppo a partire dagli anni Sessanta, i gabbiani e le ambientazioni del Delta del Po rappresentano uno dei temi più amati e intensi della sua ricerca artistica.
Riccardo Galuppo: autodidatta, si dedica alla pittura durante il soggiorno presso il Piccolo Cottolengo di Don Orione a Milano, dove era ospite dal 1946, a seguito di un incidente con una bomba a mano che gli causò l’amputazione di entrambi gli avambracci.
Fa ritorno a Padova nel 1950; nel 1951 tiene la sua prima mostra personale nella galleria “Coccodrillo” in Piazza Cavour, esponendo 14 dipinti selezionati dal pittore padovano Toni Menegazzo.
Nel 1952 tiene una personale al “Salotto Sanmartino” di Piazza Garibaldi e nel 1954 nella sala Egiziana del Caffè Pedrocchi. Un viaggio in Francia nel 1958 (Parigi, Normandia e Bretagna) fanno emergere la poetica realistico-espressionista di Galuppo, già presente nelle opere che vanno dal 1952 al 1954, che hanno come soggetto le demolizioni di interi quartieri padovani, in particolar modo del quartier “Conciapelli”.
1 Presentazione per Gabbiani in laguna
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flarte –
Di lui lo scomparso critico d’arte Giorgio Segato disse:
“…Riccardo vive ancora forti sensazioni ed emozioni che gli attraversano il corpo e lo rendono partecipe della natura.
Il suo dipingere è rimasto fedele a ciò che alla mente arriva dalla vista dal tatto, dall’udito, dall’olfatto, dal gusto, e sa trasformarlo in emblemi araldici di pregnante qualità sensoriale…”